La cultura non deve avere nessuna barriera

Sul canale YouTube dell’associazione Il Paese delle Donne Maria Paola Fiorensoli ha intervistato Maria Laura.

La rivista Il paese delle donne on line presenta l’intervista on line a Maria Laura trasmessa sul canale Youtube dell’Associazione.

L’intervista è a cura di Maria Paola Fiorensoli

Sui maxi led Urban Vision

Maria Laura e Lidia per trasmettere l’augurio più importante di tutti la differenza è contro la violenza. Foto di Melissa Ianniello.

Una nuova campagna sociale per il Gruppo 25 Novembre, insieme ad Urban Vision: “La differenza è contro la violenza”, un augurio di Buone Feste che celebra la diversità nelle principali piazze di Roma e Milano per tutto il periodo delle festività.

Sui maxi led di Urban Vision, digital media company leader nei restauri sponsorizzati, gli auguri scorrono svelando un flusso di immagini e scene familiari che raccontano l’amore nella sua forma più estesa ed inclusiva possibile. Perché se è vero che le feste sono il periodo dell’anno dove si torna in famiglia, è vero altrettanto che esistono molti tipi di famiglie e modi diversi di celebrarle.

Grazie al contributo di fotografi professionisti e amatoriali, la campagna celebra l’amore e la diversità in moltissime forme e da diverse parti del mondo, opponendosi alla violenza e la discriminazione. La differenza viene omaggiata attraverso scatti gioiosi, disegni e ritratti che sensibilizzano l’audience all’inclusione.

Dopo la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Gruppo formato da Antonella Centra, Serena Dandini, Gianluca De Marchi, Michela Di Biase, Giulia Minoli e Chiara Valerio, – costituito proprio in occasione della ricorrenza del 25 Novembre -, promuove nelle principali piazze di Roma e Milano, una campagna di comunicazione finalizzata a contrastare la violenza in tutte le sue forme, compresa quella causata dalla disparità di genere (geneder gap, pay gap, inclusivity gap ed altre ancora).

Per le immagini della campagna si ringraziano: Gianluca Abate, l’Archivio Salani, Eleonora Calvelli che ha partecipato con alcuni scatti del suo progetto fotografico a lungo termine sulle famiglie LGBT in Italia, partocinato da Amnesty International, e ancora Stefano Funari, Melissa Ianniello con una fotografia tratta da “Wish it Was a Coming Out”, lavoro iniziato nel 2018 e tuttora in corso su omosessualità e terza età nell’Italia di oggi, e infine Matilde Nastasi e Nicole Michalou per Pexels.

Melissa Ianniello con una fotografia tratta da “Wish it Was a Coming Out”, lavoro iniziato nel 2018 e tuttora in corso su omosessualità e terza età nell’Italia di oggi.

Auguri per le feste al DGP

Libri e poesie con gli auguri per le Feste! Con la presentazione del Calendario Dove c’è cuore c’è Casa.

Il 18 Dicembre dalle 18.00 @DGP

Una festa culturale per farci gli auguri di buone feste e buon anno.
Porta i libri e/o le poesie che vuoi condividere, oppure vieni a salvare qualche libro presente nella nostra collezione.

Presentazione del Calendario Codacons

Durante l’evento verrà presentato il Calendario Codacons 2022Dove c’è Cuore c’è Casa by Tiziana Luxardo

Partecipando avrete l’occasione di avere nelle vostre case, nei vostri luoghi di lavoro, il calendario più inclusivo del 2022, ogni mese una bellissima foto con un diverso tipo di famiglia!

Tesseramento 2022

Sarà anche l’occasione per fare la tessera di DGP! Con la quale, oltre a sostenere le attività delle associazione, potrai partecipare a tutte le attività culturali e sociali che si svolgeranno presso la nostra sede fino al 31/12/22.

Il vostro eventuale contributo andrà a sostegno dei progetti sociali e culturali di DGP.

Un video con un fotomontaggio di momenti dell’evento.

Alda Merini al DGP

La poeta dei Navigli: il manicomio le rivela la grande potenza della vita

Sabato 27 Novembre ore 17.30

Ampio viaggio nella ricca produzione poetica di Alda Merini con sosta nella raccolta Terrasanta.

PRESENTA
Giovanna Albi

LEGGE
Sabina La Manna e Angelica Onorato

PARTECIPA
Maria Laura Annibali

Un video con il montaggio di foto dell’evento.

Al Di’Gay Project il 27 novembre 2021

Calendario Codacons 2022

Famiglie omogenitoriali, allargate, gay, lesbo, trans, con figli o senza nel nuovo calendario firmato Tiziana Luxardo che si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica e combattere le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

Video del backstage – Tiziana Luxardo, la sua équipe con i “modelli” e le “modelle” al lavoro sul set fotografico

Codacons e Tiziana Luxardo organizzano la  Conferenza Stampa di presentazione del

CALENDARIO CODACONS 2022
un progetto a cura di Tiziana Luxardo

Martedì 23 novembre ore 11.00

presso la Casa Internazionale delle Donne Via della Lungara, 19 Roma

Il calendario Codacons 2022 è frutto della lunga collaborazione tra Codacons e Luxardo che ha portato, negli anni, alla realizzazione di campagne di sensibilizzazione su importanti tematiche sociali. Con questo nuovo progetto, dal titolo “Dove c’è cuore c’è casa”, si vuole tracciare, attraverso dodici scatti in bianco e nero con un unico elemento di colore dato dalla cornice, si vuole tracciare una nuova geografia della famiglia italiana, più reale e meno convenzionale, che racconta nuove forme di affettività, di complicità e anche di genitorialità. Al centro del lavoro dell’artista come sempre i temi sociali, in questo caso trattati non da un punto di vista ideologico ma emozionale ed empatico.

Interverranno:

Carlo Rienzi, Presidente Codacons
Marco Ramadori, Copresidente Codacons
Tiziana Luxardo, Curatrice del Calendario Codacons 2022
Patrizia Mirigliani, Patron del Concorso di Bellezza Miss Italia
Maria Laura Annibali, Presidente Di’ Gay Project – DGP
Edda Billi, Presidente onorario AFFI e fondatrice “Casa Internazionale delle Donne”
Antonio Guidi, Ex Ministro per la Famiglia e la Solidarietà Sociale

Presenti, inoltre, alcuni dei soggetti ritratti nei dodici scatti che compongono il calendario.

Video dell’evento del 23 novembre 2021

IL mese di ottobre

Maria Laura e Lidia per il mese di ottobre

Fotomontaggio dell’evento dedicato a Maria Laura e Lidia

Per sfogliare il calendario:
https://www.gay.it/codacons-calendario-2022-famiglie-arcobaleno

La rassegna stampa: https://codacons.it/category/rassegna-stampa/

Libertà e diritti

Convegno in memoria di Adele Faccio

L’evento è stato organizzato da Associazione Culturale L’Alternativa.

Sono intervenuti: Massimo Gazzè (presidente dell’Associazione Culturale L’Alternativa), Imma Battaglia, Sergio Rovasio (consigliere generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito), Maria Laura Annibali (presidente dell’Associazione Dì Gay Project), Orsola Severini (scrittrice), Virginia Pishbin (medico e membro dell’Associazione Giovani Iraniani Residenti in Italia).

L’intervento di Maria Laura

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Aborto, Archivio, Arresto, Autodeterminazione, Bonino, Censura, Cisa, Cultura, Democrazia, Diritti Civili, Diritti Umani, Disobbedienza Civile, Donna, Faccio, Famiglia, Femminismo, Giornalismo, Informazione, Integralismo, Iran, Islam, Italia, Legge, Legge Elettorale, Libro, Medici, Nonviolenza, Obiezione Di Coscienza, Omofobia, Omosessualita’, Ospedali, Pannella, Partiti, Partito Radicale, Partitocrazia, Politica, Proporzionale, Psicologia, Resistenza, Riforme, Sessualita’, Societa’, Stato, Storia, Totalitarismo, Unioni Civili.

Alessandro Zan Senza paura

Presentazione del libro: Senza Paura. La nostra battaglia contro l’odio di Alessandro Zan.

Una splendido evento per riaprire la nostra bella sede chiusa da oramai troppo tempo per colpa del Covid.

Mercoledì 10 novembre 2021ore 18.30

Un evento da non perdere se volete conoscere tutti i retroscena del percorso del travagliato DDL Zan e i possibili sviluppi futuri.

Alessandro Zan è diventato uno dei politici più noti di questa legislatura. È, infatti, il relatore del disegno di legge che porta il suo nome, una proposta che sta agitando come poche volte nella storia repubblicana recente, un dibattito e una partecipazione forte sia dentro che fuori il Parlamento.

PARTECIPANO

Alessandro Zan, deputato e attivista LGBTQI
Imma Battaglia, presidente onoraria DGP e attivista LGBTQI
Maria Laura Annibali
, presidente DGP e attivista LGBTQI
Amedeo Ciaccheri, Presidente del Municipio VIII

MODERA

Carmelo Attolico, volontario DGP

Questo libro è molte cose insieme: un racconto autobiografico intimo e privato in cui l’autore condivide con il lettore il suo percorso faticoso ma consapevole di militante Lgbt, dagli inizi nella piccola provincia padovana fino ai banchi della Camera dei deputati. Ma non solo: Alessandro Zan spiega le necessità di una legge che combatta l’odio, l’omotransfobia, la misoginia, l’abilismo. Denuncia l’approccio eteronormativo del diritto, il patriarcato nelle sue molteplici e inconsce forme di dominio. Infine racconta quelli che sono i sostenitori del Ddl e gli oppositori più accaniti e mascherati. Partendo, però, da un presupposto chiaro: questa è una legge a tutela di tutti. Per amare chi si vuole, senza paura. Per essere se stessi, senza nascondersi.

PIEMME EDIZIONI

Video dell’incontro:
https://www.facebook.com/DiGayProjectDGP/videos/263531449024056
https://www.facebook.com/DiGayProjectDGP/videos/1239937486515512

Donne e omosessualità tra diritti visibilità e conquiste

Questo il tema dibattuto nel corso dell’incontro su Facebook organizzato dalla giornalista indipendente Dale Zaccaria.

Attraverso le opere, i lavori, l’attivismo di Maria Laura Annibali affronteremo i temi dei diritti e delle conquiste e le conquiste ancora da percorrere ed ottenere.

Con Patrizia Lomuscio parleremo della violenza del patriarcato sulle donne e delle dinamiche di violenza nelle relazioni affettive significative, per affrontare con Titty Merafina il tema della pornografia lesbica come frutto di un desiderio del tutto maschile e maschilista, visione patriarcale di potere, controllo e oggettificazione della donna, dove la relazione tra donne è svuotata di qualsiasi valore amoroso sentimentale. Modera Dale Zaccaria giornalista indipendente.

Venerdi 29 Ottobre ore 18,00 #paginagiornalismoindipendente

Il video dello streaming:
https://www.facebook.com/giornalistagnspress/videos/846022279409867

Roma sotto le stelle non dimentica i diritti

Per l’Estate romana 2021 la proiezione della trilogia documentaria di Maria Laura

Per la seconda edizione della rassegna cinematografica ad ingresso gratuito, Elsa sotto le stelle, l’associazione La Mimosa con la direzione artistica di Massimo Gazzè presenta dal 1° al 14 Settembre 2021

Il progetto, è promosso da Roma Culture, vincitore dell’Avviso pubblico Estate Romana 2020-2021-2022 curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE e Biblioteche di Roma.

Martedì 7 settembre | Ore 20:00
HUMAN RIGHTS FILM FESTIVAL
L’altra altra metà del cielo
La trilogia di Maria Laura Annibali (ITALIA 2008 -2019 – Tre documentari, 70′)
Essere donna nelle sue mille sfumature, forse lontane dagli stereotipi, ma molto vicine alla realtà nelle sue accezioni infinite, comunque Donne. Sono argomenti di cui si parla spesso, è vero. Ma non sempre a parlarne sono le protagoniste. E, soprattutto, non sempre ne parlano nell’assoluta tranquillità di una conversazione tra amiche. Anzi, una conversazione con un’amica di sempre.
PROIEZIONE SPECIALE ALLA PRESENZA DELLA REGISTA MARIA LAURA ANNIBALI.

Giacinto Festival – nature LGBT+

Con l’Associazione Stonewall Siracusa

Giacinto Festival – nature LGBT+ a #Noto il 7 e l’8 agosto 2021.

Ecco il programma:

SABATO 7 AGOSTO

H.21.00 “OMOFOBIA E MISOGINIA – una matrice comune”
Panel – Convitto delle Arti
Saluti:#Alessandro Bottaro / Presidente Stonewall glbt e #Lucia Scala / Presidente Arcigay Siracusa.
Interverranno:#Maria Laura Annibali / Presidente dell’ass. Di’Gay Project e documentarista; #Francesco Lepore / giornalista e autore del libro “I delitti di Giarre”; #Paolo Patanè / già Presidente nazionale Arcigay

H.22.00 “L’ALTRA ALTRA META’ DEL CIELO – DONNE” documentario
Convitto delle Arti
Dopo i documentari “L’altra altra metà del cielo” (2008) e “L’altra altra metà del cielo…continua” (2011), prosegue il viaggio intrapreso da Maria Laura Annibali nel raccontare l’universo omosessuale femminile. Un nuovo ed interessante documentario con sei donne, alcune dalla nascita altra dopo un percorso di transizione, che si raccontano. Le loro storie si intrecciano in percorsi di vita che uniscono la drammaticità di scelte traumatiche alla quotidianità della vita “matrimoniale”. Donne sempre in bilico tra accettazione e rifiuto sociale, tra regolarità e trasgressione.

Anche su: Insider Trend.it

Su: Repubblica – ed. Palermo

Uno spezzone dell’intervento di Maria Laura
https://www.facebook.com/MariaLauraAnnibali/videos/563479748007096

Maria Laura e Lidia testimonials di H&M – 1

Una storia che, insieme a tanti altri racconti di amore, odio, coming out, ricerca di sé, è diventata protagonista di Beyond the Rainbow, la campagna globale interattiva di H&M che sostiene il Pride e la comunità LGBTQIA+.

La nota griffe svedese per la propria campagna pubblicitaria mondiale a sostegno della comunità LGBTQI+ ha scelto anche Maria Laura e Lidia come testimonial.

https://beyondtherainbow.hm.com/

La campagna è caratterizzata da un’applicazione per smartphone.

Maria Laura e Lidia testimonials di H&M – 2

La campagna di H&M Beyond the rainbow su Vanity Fair con intervista a Maria Laura.

Articolo-intervista di Laura Scafati per Vanity Fair

Maria Laura Annibali e Lidia Merlo hanno tenuto il loro amore nascosto per 15 anni. Tre lustri di sofferenze, bugie, smarrimento. Fino a quando la forza della loro unione ha prevalso su condizionamenti familiari e religiosi, pregiudizi e ripercussioni sul posto di lavoro.

Oggi, le due, sposate dal 2016, vivono la propria relazione alla luce del sole, orgogliose di raccontare la propria storia al mondo. Una storia che, insieme a tanti altri racconti di amore, odio, coming out, ricerca di sé, è diventata protagonista di Beyond the Rainbow, la campagna globale interattiva di H&M (qui per accedere e conoscere tutti i protagonisti) che sostiene il Pride e la comunità LGBTQIA+. Un progetto, quello del colosso svedese, nato per ispirare gli individui a conoscere, condividere, e sostenere i valori fondamentali di diversità, uguaglianza e trasparenza. Ma soprattutto un invito, quello di guardare oltre il mero arcobaleno per scorgere e toccare con mano reali storie di vita. Come quella di Maria Laura e Lidia.

La video-intervista di Maria Laura e Lidia.

Nel video per la campagna di H&M raccontate il dolore di un amore tenuto nascosto per tanti anni. Che cosa vi ha spinto, a un certo punto, a uscire alla luce del sole?
M.L.: «Ho nascosto la mia vera identità per 23 anni quando stavo con la precedente compagna, e poi per altri 15 quando mi sono messa con Lidia. All’epoca della prima relazione, intorno agli anni Settanta, avevo un ruolo pubblico, ero una donna conosciuta, non potevo dire che stavo con un’altra donna sebbene ci convivessi. Ma dentro soffrivo, tanto. Poi un giorno ho detto basta. Mi sono resa conto che non potevo andare avanti in questo modo e così, nonostante avessi un lavoro importante, rassegnai le dimissioni. Lo feci per amore. Poi la mia ex mi lasciò e mi ritrovai senza lavoro e senza amore. Ma non mi pentii. Mi dissi: perché mi devo nascondere?»

Che cosa fece allora?
«Nel 2000 iniziai a prendere i primi contatti nel World Gay Pride, ma sempre in sordina. All’inizio mi vergognavo, tanto che partecipai alla parata del Pride sotto la bandiera degli animalisti, anche perché lo ero e lo sono tuttora, senza dire niente a nessuno. Da lì iniziò il mio graduale percorso di coming out.»

A quel punto la sua strada si incrocia con quella di Lidia…
L: «Io mi sono sposata, ma senza esserne veramente consapevole. Ho avuto anche una figlia. Ma in quegli anni dentro di me percepivo dolore, perché mi rendevo sempre più conto che non era quella la mia strada. A me piacevano le donne. Ho soffocato questo desiderio per i condizionamenti familiari e religiosi con i quali sono cresciuta, fino a che un giorno, per caso, leggendo il giornale, vidi che parlavano del Gay Village. Non sapevo niente di questo mondo, ne ero completamente fuori, ma la cosa mi incuriosì e dissi: voglio andarci.»

Ci andò?
«Il primo giorno andai, ma per vergogna non entrai. Poi mi fai coraggio e tornai il secondo giorno. Chiesi di parlare con qualcuno per potermi confrontare, capirne un po’ di più. Mi risposero che organizzavano dei gruppi di auto-coscienza e ad occuparsene era proprio Maria Laura. Mi venne presentata, parlammo, e fu un colpo di fulmine. Me ne innamorai all’istante. Lei all’inizio era molto reticente, non ne voleva sapere, ma io le assicurai che avrei fatto di tutto per conquistarla e farle dimenticare la sua ex. Una sera comprai una bomboletta di vernice spray rossa, andai sotto casa sua alle tre di notte col rischio che mi arrestassero e scrissi per terra: «Laura ti amo appassionatamente e per sempre» con un cuore, una freccia e due gocce di sangue. Dopodiché la chiamai, e le dissi di scendere a vedere la sorpresa che avevo preparato per lei. Da lì iniziò la nostra storia.»

Nel video Maria Laura dice che, per nascondere il suo orientamento, ha raccontato a tutti di essere «l’amante» di un uomo in vista. Quanto pesava il giudizio altrui in quegli anni in cui lottavate interiormente tra «chi dovevate essere» e «chi veramente eravate»?
M.L.:«Non era tanto il giudizio altrui a pesare, ma quello di noi verso noi stesse. Ovvero, quella che si chiama omofobia interiorizzata. Noi stessi abbiamo paura di quello che siamo perché il mondo non ci aiuta ad esserlo, a tirarlo fuori. Ma non perché abbiamo incertezze o perplessità. Quando arrivi a maturare la consapevolezza di chi realmente sei, non sono i dubbi a farti paura, ma abbiamo comunque bisogno di tempo per dire e confessare a noi stessi chi siamo, e una società che ci osteggia non fa altro che frenare il percorso. In più il velato pubblico non aiuta certo la causa.»

Per tantissime persone, oggi, è ancora difficile fare coming out…
M.L.:«Sì, perché molti di noi hanno bisogno di un aiuto. Parlo di un aiuto globale, a livello politico. Se un gay o una lesbica vengono ingiuriati e la politica non fa niente per tutelarli è chiaro che molti preferiscano rimanere nell’ombra e non dichiararsi. A maggior ragione per coloro più anziani, magari sposati o con figli. A me e Lidia all’inizio è successa la stessa cosa. Lei era sposata, con una figlia, e io con un lavoro in Commissione Tributaria. Non potevamo fare altro che nasconderci, vivere nell’ambiguità, tanto che io ho raccontato a tutti, e soprattutto alla mia famiglia, che ero l’amante di un uomo in vista, avevo fatto anche nome e cognome. Fino a che, dopo quasi 15 anni, ci siamo liberate entrambe di questo fardello.»

Che sensazione avete provato?
«Di felicità, leggerezza, emozione. Finalmente provavamo la libertà.»

C’è qualcosa che non rifareste se poteste tornare indietro?
M.L. «Soffrire come ho sofferto. E soprattutto non aver detto subito a mia sorella, che purtroppo oggi non c’è più, che ero lesbica. La mia ex non voleva che la vedessi, la frequentassi, che andassi da lei. Chissà che cosa deve aver pensato di me…»
L.: «Non mi terrei tutto dentro. È stata una sofferenza enorme. Ho sbagliato col matrimonio, dovevo combattere contro i condizionamenti familiari e dire la verità, chi ero, che cosa provavo.»

Quale consiglio vi sentite di dare alle nuove generazioni e a chi sta lottando per i propri diritti e libertà?
L: «Parlare, parlare, parlare. Non soffrite! L’amore non ha sesso. L’amore è amore!»
M.L.: «Io non vorrei più vedere soffrire nessuno. A mio avviso la società, oggi, a differenza della politica, è più pronta e propensa ad ascoltare e ad apprezzare la diversità rispetto al passato. A non essere ancora pronti e predisposti sono i genitori. C’è bisogno di formazione nelle scuole, nei posti di lavoro. C’è necessità di aiutare le persone a capire, a prepararle, dare loro gli strumenti per imparare ad accettare e accogliere i percorsi e le scelte personali dei figli, e in generale dell’altro. C’è bisogno di raccontare, di parlare.»

La campagna di H&M, in questo senso, è stata un’importante opportunità per dare voce alla vostra storia
M.L.: «È stata un’esperienza bellissima e una preziosa opportunità. Ci siamo divertite tanto a farlo, soprattutto perché il fine di questo progetto è la nostra stessa missione di vita. Quella di battersi per le libertà e i diritti universali e mettere a tacere l’odio. Dove c’è amore non ci può essere peccato.»

Roma Pride 2021

Nel cartellone degli eventi del RomaPride 2021, L’altra altra metà del cielo. Donne di Maria Laura Annibali, regia di Filippo Soldi.

Venerdì 25 giugno 2021

Nel calendario delle manifestazioni per la settimana dell’orgoglio omosessuale, la Pride Week, a Roma, anche la presentazione del terzo docufilm di Maria Laura Annibali, L’altra altra metà del cielo. Donne.

Teatro di documenti, a Roma, ore 18.00.

Legalità e diritti

Sulla pagina Facebook del Comune di Fiumicino la presentazione del libro di Maria Laura Annibali L’altra altra metà del cielo. Donne.

di Antonella Giordano

https://www.wordnews.it/discriminazione-di-genere-e-omotransfobia

Si parlerà di legalità e diritti in diretta sulla pagina Facebook del Comune di Fiumicino giovedì 20 maggio alle ore 18 in occasione della presentazione del  libro di Maria Laura Annibali “L’altra altra metà del cielo. Donne” (Edizioni Croce) sul tema della discriminazione di genere e l’omotransfobia.

A parlarne in un incontro-confronto, in collaborazione con le associazioni Quote Merito e Humanae Vitae, saranno le personalità del mondo della cultura, delle istituzioni e della politica che su questi temi incentrano il loro impegno nell’affermarli sfidando le barriere dell’oscurantismo che sconfina nel negazionismo. 

Interverranno la senatrice Monica Cirinnà, la delegata del sindaco alla Legalità Arcangela Galluzzo e il delegato ai Diritti Davide Farruggio. Dialogheranno con l’autrice il regista Filippo Soldi, l’archeologa Sandra Mazza, ed io. Modererà l’incontro la giornalista Sarah Panatta.

Maria Laura Annibali 

Incontrare Maria Laura Annibali è, senza retorica, veramente un grande onore. Le sue opere, saggistiche, letterarie, cinematografiche esprimono senza veli lo spessore del suo impegno. Lasciano immaginare quanti sforzi ha richiesto e la loro misura, danno un’immagine nitida della tempra di Maria Laura.

Mi propongo di non riportarle tutte per non rischiare l’alluvionalità espositiva (sono veramente tantissime): nel repertorio  presente sul web si profila una mole difficilmente compendiabile in modo esaustivo. Tutto di Maria Laura è leggibile al link https://www.marialauraannibali.it/chi-sono/. Mi limito a compulsare qualche pillola minima: Garante della Consulta Femminile per le Pari Opportunità della Regione Lazio per due mandati,  dal 2014 Presidente dell’Associazione DI’GAY Project. E’ stato il cuore pulsante  della manifestazione nazionale del 5 marzo 2016 “Ora dritti alla meta!” che ha contribuito al via libera definitivo della legge Cirinna’ del 20 maggio 2016, prime firmatarie della legge sulle unioni civili. Ambasciatrice EuroGames Roma 2019 continua ad ottenere premi e riconoscimenti (ex multis: Premio speciale alla cultura – PhotoFestival di Anzio 2017, Premio alla sceneggiatura – Omovies Film Festival 2019.

Omotransfobia… quali diritti

Domina in ogni lavoro, tra le righe e fuori le righe, la statura di questa attivista, instancabile, determinata, concreta e fieramente schierata nell’affermazione della legalità  contro l’eterosessismo socio-culturale che “legittima” le discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali. Maria Laura Annibali conosce il contenuto del loro dramma non da mera osservatrice ma da protagonista perché ha sperimentato sulla sua pelle cosa significa essere omosessuale. Ne ha portato i segni  in famiglia, nel lavoro, nella società. Ha così voluto far conoscere quanto tale realtà sia molto più complessa di quanto si possa immaginare e come la società giunga al punto di ignorarla, sbeffeggiarla, condannarla (è storia del secolo XIX e attuale le legislazioni che sanzionano l’omosessualità attraverso pene detentive, punizioni corporali o persino sentenze capital) con l’ostracismo ideologico e/o l’avversarialità pseudomedica dell’untore contro la virulenza patologica dell’appestato. L’omosessualità mai condivisa e mai difesa se non da pochi anni  e grazie a chi, come Maria Laura Annibali, ha fatto della sensibilizzazione una ragione di vita. Sensibilizzare il mondo sulle tematiche inerenti il “mondo omosessuale”, sulla metà di un cielo ignorato e vilipeso che Maria Laura descrive,  significa contrastare i processi di pensiero stereotipati nonché prevenire le pratiche discriminatorie.

Da quanto emerge nelle sue parole e nei suoi lavori – attraverso i quali si esprimono – la marginalizzazione vissuta da lesbiche e gay possiede caratteri peculiari rispetto a quella subita dalle altre minoranze oggetto di discriminazioni quali, ad esempio,  quelle razziali, etniche, religiose, vittime di diverse forme di stigmatizzazione e sottoposte a situazioni stressanti ed atti discriminatori. A differenza degli altri soggetti emarginati l’assenza istituzionale, familiare, politica, sociale induce le persone omosessuali – e Maria Laura stessa ha dovuto farlo – al volontario nascondimento del proprio orientamento sessuale, al convincimento dell’inutilità delle tradizionali strategie difensive adottate da altri gruppi o minoranze nella comunità di appartenenza e delle stesse lotte per affermare i valori e la cultura specifici della minoranza nella quale si riconoscono. Ciò è ciò che le cronache e gli studi disvelano essere dietro le quinte.

La Annibali non si arrende ai paradigmi e alla problematicità del cammino attraverso il quale sviluppare la propria identità e in beffa al modello formativo/educativo codificato, che impone l’interiorizzazione della diversità  di genere depauperatrice della stessa autostima, dichiara il proprio orientamento sessuale e  lo ostende , senza farsi irretire dalla presenza o meno del sostegno sociale. Stando ai fatti, la sua è stata e continua ad essere una sfida vinta contro le insulse stigmatizzazioni del pregiudizio omofobico. E la sua vittoria è la vittoria di chi, con lei, rifiuta le morfologie sclerotizzate dell’oscurantismo radicato nella cultura delle differenze, di chi guarda alla pluralità come valore, ricchezza, opportunità e non, piuttosto, come minaccia, disordine, crisi, di chi afferma la depatologizzazione dei contesti olocausto delle diversità.

Con Maria Laura Annibali io ci sono.