Maria Laura e Lidia testimonials di H&M – 1

Una storia che, insieme a tanti altri racconti di amore, odio, coming out, ricerca di sé, è diventata protagonista di Beyond the Rainbow, la campagna globale interattiva di H&M che sostiene il Pride e la comunità LGBTQIA+.

La nota griffe svedese per la propria campagna pubblicitaria mondiale a sostegno della comunità LGBTQI+ ha scelto anche Maria Laura e Lidia come testimonial.

https://beyondtherainbow.hm.com/

La campagna è caratterizzata da un’applicazione per smartphone.

Maria Laura e Lidia testimonials di H&M – 2

La campagna di H&M Beyond the rainbow su Vanity Fair con intervista a Maria Laura.

Articolo-intervista di Laura Scafati per Vanity Fair

Maria Laura Annibali e Lidia Merlo hanno tenuto il loro amore nascosto per 15 anni. Tre lustri di sofferenze, bugie, smarrimento. Fino a quando la forza della loro unione ha prevalso su condizionamenti familiari e religiosi, pregiudizi e ripercussioni sul posto di lavoro.

Oggi, le due, sposate dal 2016, vivono la propria relazione alla luce del sole, orgogliose di raccontare la propria storia al mondo. Una storia che, insieme a tanti altri racconti di amore, odio, coming out, ricerca di sé, è diventata protagonista di Beyond the Rainbow, la campagna globale interattiva di H&M (qui per accedere e conoscere tutti i protagonisti) che sostiene il Pride e la comunità LGBTQIA+. Un progetto, quello del colosso svedese, nato per ispirare gli individui a conoscere, condividere, e sostenere i valori fondamentali di diversità, uguaglianza e trasparenza. Ma soprattutto un invito, quello di guardare oltre il mero arcobaleno per scorgere e toccare con mano reali storie di vita. Come quella di Maria Laura e Lidia.

La video-intervista di Maria Laura e Lidia.

Nel video per la campagna di H&M raccontate il dolore di un amore tenuto nascosto per tanti anni. Che cosa vi ha spinto, a un certo punto, a uscire alla luce del sole?
M.L.: «Ho nascosto la mia vera identità per 23 anni quando stavo con la precedente compagna, e poi per altri 15 quando mi sono messa con Lidia. All’epoca della prima relazione, intorno agli anni Settanta, avevo un ruolo pubblico, ero una donna conosciuta, non potevo dire che stavo con un’altra donna sebbene ci convivessi. Ma dentro soffrivo, tanto. Poi un giorno ho detto basta. Mi sono resa conto che non potevo andare avanti in questo modo e così, nonostante avessi un lavoro importante, rassegnai le dimissioni. Lo feci per amore. Poi la mia ex mi lasciò e mi ritrovai senza lavoro e senza amore. Ma non mi pentii. Mi dissi: perché mi devo nascondere?»

Che cosa fece allora?
«Nel 2000 iniziai a prendere i primi contatti nel World Gay Pride, ma sempre in sordina. All’inizio mi vergognavo, tanto che partecipai alla parata del Pride sotto la bandiera degli animalisti, anche perché lo ero e lo sono tuttora, senza dire niente a nessuno. Da lì iniziò il mio graduale percorso di coming out.»

A quel punto la sua strada si incrocia con quella di Lidia…
L: «Io mi sono sposata, ma senza esserne veramente consapevole. Ho avuto anche una figlia. Ma in quegli anni dentro di me percepivo dolore, perché mi rendevo sempre più conto che non era quella la mia strada. A me piacevano le donne. Ho soffocato questo desiderio per i condizionamenti familiari e religiosi con i quali sono cresciuta, fino a che un giorno, per caso, leggendo il giornale, vidi che parlavano del Gay Village. Non sapevo niente di questo mondo, ne ero completamente fuori, ma la cosa mi incuriosì e dissi: voglio andarci.»

Ci andò?
«Il primo giorno andai, ma per vergogna non entrai. Poi mi fai coraggio e tornai il secondo giorno. Chiesi di parlare con qualcuno per potermi confrontare, capirne un po’ di più. Mi risposero che organizzavano dei gruppi di auto-coscienza e ad occuparsene era proprio Maria Laura. Mi venne presentata, parlammo, e fu un colpo di fulmine. Me ne innamorai all’istante. Lei all’inizio era molto reticente, non ne voleva sapere, ma io le assicurai che avrei fatto di tutto per conquistarla e farle dimenticare la sua ex. Una sera comprai una bomboletta di vernice spray rossa, andai sotto casa sua alle tre di notte col rischio che mi arrestassero e scrissi per terra: «Laura ti amo appassionatamente e per sempre» con un cuore, una freccia e due gocce di sangue. Dopodiché la chiamai, e le dissi di scendere a vedere la sorpresa che avevo preparato per lei. Da lì iniziò la nostra storia.»

Nel video Maria Laura dice che, per nascondere il suo orientamento, ha raccontato a tutti di essere «l’amante» di un uomo in vista. Quanto pesava il giudizio altrui in quegli anni in cui lottavate interiormente tra «chi dovevate essere» e «chi veramente eravate»?
M.L.:«Non era tanto il giudizio altrui a pesare, ma quello di noi verso noi stesse. Ovvero, quella che si chiama omofobia interiorizzata. Noi stessi abbiamo paura di quello che siamo perché il mondo non ci aiuta ad esserlo, a tirarlo fuori. Ma non perché abbiamo incertezze o perplessità. Quando arrivi a maturare la consapevolezza di chi realmente sei, non sono i dubbi a farti paura, ma abbiamo comunque bisogno di tempo per dire e confessare a noi stessi chi siamo, e una società che ci osteggia non fa altro che frenare il percorso. In più il velato pubblico non aiuta certo la causa.»

Per tantissime persone, oggi, è ancora difficile fare coming out…
M.L.:«Sì, perché molti di noi hanno bisogno di un aiuto. Parlo di un aiuto globale, a livello politico. Se un gay o una lesbica vengono ingiuriati e la politica non fa niente per tutelarli è chiaro che molti preferiscano rimanere nell’ombra e non dichiararsi. A maggior ragione per coloro più anziani, magari sposati o con figli. A me e Lidia all’inizio è successa la stessa cosa. Lei era sposata, con una figlia, e io con un lavoro in Commissione Tributaria. Non potevamo fare altro che nasconderci, vivere nell’ambiguità, tanto che io ho raccontato a tutti, e soprattutto alla mia famiglia, che ero l’amante di un uomo in vista, avevo fatto anche nome e cognome. Fino a che, dopo quasi 15 anni, ci siamo liberate entrambe di questo fardello.»

Che sensazione avete provato?
«Di felicità, leggerezza, emozione. Finalmente provavamo la libertà.»

C’è qualcosa che non rifareste se poteste tornare indietro?
M.L. «Soffrire come ho sofferto. E soprattutto non aver detto subito a mia sorella, che purtroppo oggi non c’è più, che ero lesbica. La mia ex non voleva che la vedessi, la frequentassi, che andassi da lei. Chissà che cosa deve aver pensato di me…»
L.: «Non mi terrei tutto dentro. È stata una sofferenza enorme. Ho sbagliato col matrimonio, dovevo combattere contro i condizionamenti familiari e dire la verità, chi ero, che cosa provavo.»

Quale consiglio vi sentite di dare alle nuove generazioni e a chi sta lottando per i propri diritti e libertà?
L: «Parlare, parlare, parlare. Non soffrite! L’amore non ha sesso. L’amore è amore!»
M.L.: «Io non vorrei più vedere soffrire nessuno. A mio avviso la società, oggi, a differenza della politica, è più pronta e propensa ad ascoltare e ad apprezzare la diversità rispetto al passato. A non essere ancora pronti e predisposti sono i genitori. C’è bisogno di formazione nelle scuole, nei posti di lavoro. C’è necessità di aiutare le persone a capire, a prepararle, dare loro gli strumenti per imparare ad accettare e accogliere i percorsi e le scelte personali dei figli, e in generale dell’altro. C’è bisogno di raccontare, di parlare.»

La campagna di H&M, in questo senso, è stata un’importante opportunità per dare voce alla vostra storia
M.L.: «È stata un’esperienza bellissima e una preziosa opportunità. Ci siamo divertite tanto a farlo, soprattutto perché il fine di questo progetto è la nostra stessa missione di vita. Quella di battersi per le libertà e i diritti universali e mettere a tacere l’odio. Dove c’è amore non ci può essere peccato.»

Roma Pride 2021

Nel cartellone degli eventi del RomaPride 2021, L’altra altra metà del cielo. Donne di Maria Laura Annibali, regia di Filippo Soldi.

Venerdì 25 giugno 2021

Nel calendario delle manifestazioni per la settimana dell’orgoglio omosessuale, la Pride Week, a Roma, anche la presentazione del terzo docufilm di Maria Laura Annibali, L’altra altra metà del cielo. Donne.

Teatro di documenti, a Roma, ore 18.00.

Seminario Diverso all’Accademia di Belle Arti di Frosinone

Lunedì 17 maggio 2021 alle ore 17.00, in diretta su piattaforma Teams.

Diversità, diversità di genere e diritti, libertà di essere sé stessi

Un “Seminario Diverso” quello organizzato dalla Accademia di Belle Arti di Frosinone: nuove strade si sono aperte quando dalla sicurezza della consuetudine si è passati al rischio della sperimentazione, e nuovi diritti sono stati approvati quando nuovi soggetti di diritto e tutela sono stati riconosciuti. È proprio il coraggio di fare e di essere diversi il filo rosso che lega i temi del seminario partendo dall’esempio di due artisti distanti per epoca, campo d’azione, arte, ma vicini per come hanno difeso la loro identità artistica e umana: Luciano Damiani (Teatro di Documenti di Roma) e Oscar Wilde.

In particolare Maria LauraAnnibali, con Edda Billi e Danilo Gattai, lunedì 17 maggio 2021.

Questo il programma completo del Seminario:

Radiosvolta.it

Intervista radiofonica.

Domenica 28 marzo 2021,
dalle 13:00 alle 14:00,
su www.radiosvolta.it
con Daniela Cicchetta
per presentare il docu-film e saggio L’ALTRA ALTRA META’ DEL CIELO. DONNE e per parlare delle battaglie personali, sociali e politiche a difesa dei diritti sull’identità di genere.

Ascolta il podcast da Spreaker

Convegno internazionale Senior LGBTQI

Il 19 gennaio 2021 al Meeting online Best Interest for the Older LGBTI.

Maria Laura ha partecipato alla conferenza internazionale conclusiva del progetto Best4older LGBTI che si è occupato di diritto alla sessualità delle persone anziane e di invecchiamento LGBT.

Il Meeting si è svolto online il 19 gennaio 2021 sul tema: Best Interest for the Older LGBTI. Il programma del convegno prevedeva anche brevi comunicazioni supportate da una poster session online.

Qui in poster di Maria Laura:

Accompagnato da un nuovo trailer (sottotitolato in inglese) del terzo docu-film di Maria Laura: L’altra altra metà cielo. Donne.

By Sarah Panatta

All’Arena Farnesina

Lunedì 19 ottobre, dalle ore 19.30, in programmazione L’altra altra metà del cielo. Donne

Arena Farnesina: tre mesi per rilanciare la socialità, offrire occasioni di incontro e confronto tra cinema, musica, teatro, reading, incontri, dibattiti, mostre, laboratori, attività ludiche e viaggi nel gusto con lo chef Andy Luotto.
Un vero e proprio villaggio dove il gusto della cultura e la cultura del gusto si contaminano all’insegna della massima sicurezza e del rigoroso rispetto delle norme sul contenimento del Covid 19. Una grande sfida Raccolta dal network Arene di Roma su iniziativa del Municipio Roma XV. Una lodevole iniziativa che in questo particolare e delicato periodo che tutti stiamo vivendo assume un significato di grande rilievo.

Nell’ambito della rassegna Women in action, lunedì 19 ottobre 2020, dalle 19.30 è in programmazione il terzo docu-film di Maria Laura Annibali “L’altra altra metà del cielo. Donne“.


Il viaggio di Maria Laura, con il regista Filippo Soldi, alla scoperta del proprio mondo, di quella «altra altra metà del cielo» che sono le donne che amano altre donne.


L’ingresso è gratuito, ma è obbligatoria la prenotazione sulla pagina web dell’evento:
https://farnesina.arene.online/2020/10/19/laltra-altra-meta-del-cielo-donne/

Al XVIII Florence Queer Festival

Mercoledì 14 ottobre in programma L’altra altra metà del cielo. Donne

Nel calendario della XVIII edizione del Florence Queer Festival, a Firenze, dal 13 al 18 ottobre 2020, è programmato, nell’ambito della rassegna Film al cinema, il terzo docu-film di Maria Laura Annibali “L’altra altra metà del cielo. Donne“.

La proiezione, mercoledì 14 ottobre, alle ore 16.30, al http://www.cinemalacompagnia.it/, in Via Cavour 50r a Firenze.
La scheda del film sul sito del Festival.

Alcune foto prese durante la proiezione del documentario di Maria Laura e del dibattito che è seguito.

L’altra altra metà del cielo. Donne – Libro + DVD

Uscito il volume di Maria Laura Annibali, pubblicato da Edizioni Libreria Croce.

La presentazione pubblica di questo ulteriore lavoro di Maria Laura che si affianca alla produzione del DVD con il terzo docu-film L’altra altra metà del cielo. Donne, è in programma per

sabato 26 settembre
a Roma, presso il Family Bar
di via Carlo Cipolla 26 (Colli Albani).

Interverranno, oltre all’autrice e all’editore, Fabio Croce,

Emanuela Dei, scrittrice, giornalista
Sandra Mazza, archeologa
Anna Paolucci, scrittrice
Isabelle M. Rizk, architetta
Antonella Succi, avvocata

Con Melissa Ianniello su The Guardian

Melissa Ianniello, con il progetto fotografico Wish it Was a Coming Out, ha avuto l’attenzione del The Guardian che ha pubblicato una selezione di foto con relative didascalie.

Tra le foto selezionate anche l’ormai nota foto di Maria Laura e Lidia

La foto pubblicata di Maria Laura e Lidia con la didascalia.

Al reportage de The Guardian ha fatto eco il quotidiano La Repubblica nelle pagine della cronaca locale di Bologna (città dove vive Melissa) con un ampio servizio di Caterina Giusberti sulla fotografa e i suoi progetti, pubblicato nell’edizione in edicola il 26 agosto 2020.

Per leggere la pagina scarica il pdf qui.

Non un passo indietro!

In Piazza Montecitorio a Roma a sostegno del DDL Zan contro l’omotransfobia

Lunedì 3 agosto, il disegno di legge contro l’omotransfobia approda in aula alla Camera dei Deputati.

Per questo motivo alcune associazioni LGBTI+ hanno lanciato un evento dalle 11 alle ore 13:00, proprio davanti Montecitorio, a sostegno del DDL Zan.

“Nelle scorse settimane abbiamo visto come il tema dell’omolesbobitransfobia sia in grado di risvegliare gli animi peggiori fuori e dentro le aule parlamentari”, sottolineano gli organizzatori. “Quando si parla di violenza e di discriminazione omolesbobitransfobica si parla delle vite di milioni di persone. Si parla delle nostre vite, delle nostre sofferenze e del nostro orgoglio. Per questo vogliamo “salutare” l’inizio dell’iter alla Camera dei Deputati ricordando alla nostra classe politica che sui nostri diritti e sulle nostre vite non siamo disposti a fare nessun compromesso. Portate le vostre esperienze, i vostri corpi, la vostra rabbia e la vostra voce, sarà una lotta lunga e difficile e dovremo combatterla insieme. Contro l’omolesbobitransfobia, non un passo indietro!”.

In piazza Maria Laura c’è! (nel il video il suo intervento).

Un piccolo discorso

Pubblicato da Maria Laura Annibali su Lunedì 3 agosto 2020