19 Marzo 2011 – Teatro di Documenti

Sabato 19 marzo 2011, nella splendida sede dell’Associazione Teatro di Documenti di Roma (via Nicola Zabaglia), è stato proiettato il docufilm L’altra altra metà del cielo di Maria Laura Annibali. Durante l’evento l’autrice ha dialogato con donne e uomini impegnati nel sociale.

Edda Billi e Maria Laura Annibali al Teatro di Documenti di Roma - Foto di Lidia Borghi
Edda Billi e Maria Laura Annibali al Teatro di Documenti di Roma – Foto di Lidia Borghi

Genova 22 maggio 2010

Evento di presentazione di “L’altra altra metà del cielo” agli studenti e alla cittadinanza nella cornice del Palazzo Ducale.

Partecipa l’autrice, introduce l’incontro Lidia Borghi, vice pres. dell’Ass. Swara, modera la giornalista Donatella Alfonso. Intervengono: Imma Battaglia, presidentessa Dì Gay Project, Laura Ridolfi, presidentessa dell’Associazione culturale Swara, Cristina Ombra, psicologa e psicoterapeuta. Partecipano gli studenti del Vittorio Emanuele II, invitati per l’occasione dal professor Nicolò Scialfa, preside uscente dell’istituto e consigliere regionale.

A cura di Associazione culturale Swara, in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova, con il patrocinio di Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Comune, Provincia e Presidenza del Consiglio Provinciale di Genova.

PianetaGay – Donne che amano le donne: l’altra metà del cielo

Un articolo di Alessandro Rizzo pubblicato su pianetagay.com:

“L’altra altra metà del cielo è il documentario e libro di Maria Laura Annibali che riprende testimonianze e interventi di donne omosessuali dichiarate, come l’autrice, che hanno una parte determinante nella vita sociale del paese: un’opera che vede affermare con successo la narrazione di percorsi che danno voce a quel mondo, l’altra altra metà del cielo appunto, nascosto, non riconosciuto, spesso non considerato…”

Alessandro Rizzo

L’articolo completo è consultabile qui.

15 Maggio 2010 – IREOS Firenze

Sabato 15 maggio 2010 Maria Laura Annibali ha presentato il suo film “L’altra altra metà del cielo” presso la sede dell’ IREOS, a Firenze.

Durante la presentazione sono intervenute Susanna Lollini (avvocatessa del Gruppo Legale dell’Associazione Famiglie Arcobaleno, con il quale segue da anni le questioni connesse alla genitorialità omosessuale) e Antonella Rondinone (Dipartimento di Scienze Storiche, Giuridiche, Politiche e Sociali).

annibali150510

CinemaGay.it intervista Maria Laura

A seguito della proiezione de L’altra altra metà del cielo al 24° Torino GLBT Film Festival (2009)

Recensione e intervista a cura Gaia Borghesi.
L’articolo è leggibile anche online sul sito CinemaGay.it

Nel doc “L’altra metà del cielo”, visto al 24 Torino GLBT Film Festival, Maria Laura Annibali intervista se stessa e altre donne omosessuali, per ripercorrere la storia e guardare al futuro del lesbismo italiano.
Molte di queste donne, fra cui Edda Billi, Rosina Giannandrea, Susanna Lollini, Isabella Morelli e Sara Muratore, parlano di politica (separatista), di femminismo, di mobilitazione, fino ad auspicare un’utopica sorellanza, una donnità dal sapore amazzonico.
Queste vengono poi interrogagete sui loro amori per spiegare il variegato universo lesbico: da chi è stata solo con donne fin dai tempi del difficile coming out negli Anni ’30 a chi ha avuto un’importante storia di sette anni con un uomo prima di accorgersi e di accettarsi.
Si parla poi di amore poetico e di amore vissuto attraverso la spiritualità. Molto importante il discorso sulla fede: si può essere omosessuali e credenti allo stesso tempo?
“L’Altra Metà del Cielo” mette in discussione un altro cliché: il tradimento. Si pensa sempre che gli omosessuali siano più sensibili, più dolci ecc., ma che siano incapaci di far perdurare una storia, si pensa che gli omosessuali siano promiscui piuttosto che fedeli. Viene da chiedersi ma è proprio vero che l’orientamento sessuale influenzi l’effettivo comportamento sessuale di una persona? Personalmente ritengo che sia piuttosto la società, con i suoi pregiudizi e la sua intolleranza, ad aver determinato questo cliche, tanto che ora rimane cieca e sorda davanti al cambiamento sessuale in atto da diversi anni ormai per paura di dover ammettere davanti a se stessa che si sbagliava e che certi diritti (e doveri) sono inviolabili e spettano a tutti. In effetti ogni persona è più o meno fedele indipendentemente dal fatto che sia etero o omosessuale e il tradimento fa male comunque e infatti un’intervistata dice candidamente che le dinamiche affettive relative al tradimento riguardano da vicino anche la comunità omosessuale. Dopotutto non si vuole essere superiori a nessuno, diciamo soltanto uguali…
Maria Laura Annibali, ideatrice e sceneggiatrice del documentario, indaga anche la questione dell’età, sradicando il pensiero secondo cui una giovane (o un giovane) sia più bella solo perchè ha la pelle liscia, il corpo perfetto e i capelli luminosi, che poi però ha ben poco da dire. Molte delle intervistate parlano amichevolmente di compagne “babbione”, ma ne parlano i toni buoni, si sentono amate da queste donne e le amano a loro volta. Forse è più bello un viso sulla cui pelle le rughe abbiano disegnato una storia, una vita da raccontare.
Si accenna infine al fatto che parole come “lesbismo”, “omofobia” e chi più ne ha più ne metta siano ancora difficili da pronunciare, perchè non ancora assimilate nemmeno da parte delle lesbiche. Maria Laura Annibali invita dunque ad uscire, a stare in prima linea per combattere, per farsi sentire, perchè, checchè se ne dica, il tempo del silenzio non è ancora finito. Sarebbe bello poter cominciare laddove comincia l’educazione dei giovani, nel luogo in cui si forma la personalità: le scuole. Questa è la speranza, e lo scopo, de “L’Altra Metà del Cielo”, sbarcare nelle scuole perchè studenti, insegnanti e genitori aprano gli occhi su una realtà che c’è e che dunque va osservata e rispettata piuttosto che temuta e messa a tacere come è sempre successo, un po’ anche per colpa nostra.

Per aprire una finestra sul mondo lesbico abbiamo incontrato la sceneggiatrice Maria Laura Annibali.

Maria Laura Annibali: Ho avuto la anteprima di questo documentario a Parigi, nell’ottobre scorso. La prima nazionale è stata presso La Casa Del Cinema a novembre scorso. In occasione di quest’ultima tenutasi a Roma, è stato pubblicato un articolo veramente sorprendente sull’Unità da Adele CAMBRIA, che mi ha addirittura paragonata alla figura di una solare Dea Madre, il deus ex machina di tutto il documentario lei ritiene, e francamente lo penso anche io. In realtà infatti io non avevo previsto niente, ma è pur vero che, essendo io l’esponente a Roma più anziana del mondo gay dopo Edda Billi, una separatista, ho avuto molte interviste in questi ultimi anni. Io però volevo dire delle cose che, nelle interviste che avevo avuto in precedenza, non avevo potuto dire, che riguardano soprattutto la mia spiritualità. Quindi essere stata paragonata a questa Dea Madre, ad una cultura matriarcale che magari ci fosse anche adesso, mi ha veramente entusiasmata e intrigata.

Gaia Borghesi: Quando si parla di “lesbismo” nel documentario…

M.L.Annibali: Non avete notato che ho sbagliato anche io nel documentario? Ho inciampato sulla “sb” della parola. E anche sulla parola “omofobia”. Io ho fatto un lavoro intensissimo perchè, essendo la responsabile di un gruppo di autocoscienza, io parlo sempre di omofobia, dal momento che seguo questi ragazzi che hanno un disagio mentale profondissimo a cause omofobiche, eppure nel documentario mi sono intrappolata. E anche nella parola “lesbismo”.

G.B.: Per definire una donna omosessuale c’è una sola parola, “lesbica”. Non pensa che sia una sorta di discriminazione fra il gay uomo che ha molte parole per definirsi, sia buone che cattive e lo sappiamo, e le donne che ne hanno una sola, che racchiude anche gli aspetti negativi e quindi molte fanno fatica ad identificarsi come lesbiche?

M.L.Annibali: Anche la mia compagna ha problemi a dire “lesbica”. Ma non è propriamente vero quello che dici. In fondo “lesbica” e “omosessuale” sono le parole che ci riguardano e poi ci sono le parolacce, ce le abbiamo anche noi, non vorrei ricordarle adesso. Non è che i gay ne hanno molte di più rispetto a noi. Personalmente non l’ho vissuto. Tu la ritieni una discriminazione?

Leggi tuttoCinemaGay.it intervista Maria Laura”

14 Febbraio 2009 – Casa Internazionale delle Donne

maria laura

Sabato 14 Febbraio 2009 Maria Laura Annibali ha presentato il suo film “L’altra altra metà del cielo” a Roma, presso la Casa Internazionale delle Donne.

Alla proiezione è seguita una tavola rotonda, coordinata da Maria Palazzesi, a cui hanno partecipato Imma Battaglia, Edda Billi, Paola Concia, Maria Cristina Storini, Valeria Viganò.

L’Unità – 2008

Le donne dell’altra altra metà del cielo

Un interessante articolo di Adele Cambria pubblicato su “L’Unità” il 4 Dicembre 2008.

Sui taxi di Roma o negli studi legali le donne dell’altra metà del cielo.

«Io il passaporto glielo do, ma, mi raccomando, non ci faccia vergognare all’estero!». Così Edda Billi, la decana della Casa Internazionale delle Donne, racconta come ottenne il passaporto nei remoti anni 50. «Allora -prosegue nella sua narrazione Edda- la maggiore età si raggiungeva a 21 anni. Ed il Prefetto era al corrente delle chiacchiere che si facevano su di me… Mi ero innamorata di una donna e non lo nascondevo».

Tutto questo, ed altro ancora, compone il mosaico dei vissuti che emergono dalle interviste a donne lesbiche, condotte, per la regìa della giovanissima Salima Balzerani, (www.donnatv.it), da una luminosa figura materna: anzi da una Dea Madre dai capelli bianchi ad aureola, Maria Laura Annibali. Ed è forse lei l’asso nella manica del documentario intitolato «L’altra Altra metà del cielo», presentato sere fa alla Casa del Cinema ad una platea affollata e seguito da un dibattito assai poco ideologico. Specie quando Imma Battaglia, Presidente del Di’Gay Project, ha lanciato la sfida delle quote rosa anche per le persone omosessuali. Mentre Paola Concia, parlamentare Pd, prometteva di continuare a tessere una trama condivisa che faccia da supporto ad una legge in grado di assicurare i diritti della coppia.

Maria Laura Annibali intanto aveva raccolto le narrazioni di donne che spontaneamente, e spesso dolorosamente, avevano scelto di rendere esplicito il proprio orientamento sessuale. Così l’avvocata che a sedici anni si era innamorata di un ragazzo «poi ho incontrato una donna e ho capito». Ora si occupa di patrocinare le coppie gay che vogliono un figlio. E poi c’è la tassista romana, componente del Coordinamento lesbico separatista, che spiega come la fedeltà sia un optional, anche nella coppia gay: «Non bisogna idealizzare…».

Il documentario è disponibile su Donnatv e sarà proiettato in alcuni Circoli di anziani di Roma XI, garantisce l’Assessore Pari Opportunità Carla Di Veroli.

4 Dicembre 2008, pubblicato nell’edizione di Roma (pagina 57).