Su Donna Moderna

Le nostre lunghe storie dʼamore gay. Foto di Melissa Ianniello

L’articolo di Lucia Renati con le foto di Melissa Ianniello,
pubblicato sul numero 47 del 7 novembre 2019,
si può leggere integralmente sul sito di Donna Moderna
o si può scaricare qui, in pdf

A 3 anni dalla legge sulle unioni civili, molto è cambiato per le coppie omosessuali. Soprattutto per quelle che hanno potuto ufficializzare relazioni decennali. Belle e intense come queste 4 che vi raccontiamo.

William Belli, 69 anni, e Vittorio Panzani, 75
«Non siamo più lava incandescente, ma abbiamo costruito una base solida che nessuno può scalfire»
Gianni Manetti, 70 anni, e Victor Palchetti-Beard, 67
«Per non vivere lontani siamo diventati fratelli adottivi: ai tempi ci sembrava una figata»
Paola Fognani, 73 anni, e Stella Marchi, 65
«Ci siamo sposate in ospedale, il giorno prima di un intervento, per poterci garantire diritti e tutele di legge»

Maria Laura Annibali, 74 anni, e Lidia Merlo, 72
«Tutto quello che vogliamo è dentro la nostra casa.  Il matrimonio? Mai pensato fosse così divertente»

Maria Laura ha il primato di essere, tra le coppie gay unite civilmente, la sposa più “adulta” d’Italia: aveva 71 anni quando ha detto sì, nel 2016. La sua compagna Lidia era già stata sposata con un uomo per 35 anni, insieme hanno avuto una figlia. «Ho sempre saputo di non volere quella vita, ma sentivo di dover soddisfare le convenzioni sociali e la rigida educazione della mia famiglia» racconta. «Ricordo che la mattina del mio matrimonio mio cugino mi disse: “Adesso sei veramente felice”. Io mi sentivo solo sbagliata». È a 50 anni compiuti che Lidia decide di scoprire chi è davvero: «Sono andata al Gay Village di Testaccio, a Roma, mi vergognavo da morire ma dovevo parlare con qualcuno». Quel qualcuno è Maria Laura, presidente dell’associazione Dì Gay Project: «Ero già attivista, non mi nascondevo da tempo». Invece Lidia scopre in quel momento quello che sente dentro: di fronte a Maria Laura si scioglie e 2 giorni dopo il loro incontro si dichiara, scrivendo sul muro sotto casa: “Ti amo perdutamente”.

Ecco il loro inizio, che le ha portate all’unione civile 3 anni fa. «Fino a quando avrò forza combatterò per il matrimonio egualitario» dice Maria Laura. «Sono nata nel 1944, all’epoca le persone come me erano sorvegliate. Vengo da una famiglia borghese, cattolica e fascista e ho fatto coming out a 20 anni. Io e Lidia siamo donne, lesbiche, “grandi” (a loro non piace la parola anziane, ndr): ci sono ancora molti pregiudizi su di noi. Una volta, di ritorno dal Gay Pride di Roma, siamo state insultate: un uomo ci ha detto “Andrete all’inferno”. Sul pullman una signora si lamentava: “Ma che sono ’sti froci?”. Ci siamo sposate per dare speranza alle persone della nostra età che si stanno ancora nascondendo. E combattiamo per una legge contro l’omofobia e l’adozione del figlio della partner nelle famiglie arcobaleno». Lidia aggiunge: «Alle nozze lei mi ha dedicato una poesia e io 2 parole: “Per sempre”. Siamo giocherellone, ridiamo. Tutto quello che vogliamo è dentro la nostra casa. Non avrei mai pensato che il matrimonio potesse essere così divertente».

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Con Melissa Ianniello per Wish it was a coming out

Mostra fotografica i cui protagonisti sono anziani e anziane LGBT

A Savignano sul Rubicone, dal 21 al 29 settembre 2019, si è tenuto Si Fest, il festival di fotografia più longevo d’Italia. Quest’anno esplora il concetto di seduzione, ispirato dalle parole del filosofo francese Jean Baudrillard: “La seduzione non è il luogo del desiderio. È quello della vertigine, dell’eclissi, dell’apparizione e della sparizione”. I fotografi invitati dal curatore Denis Curti sono stati scelti perché raccontano con diverse sfumature ossessioni e fascinazioni nei confronti di un soggetto.

Tra i lavori esposti, Wish it was a coming out, in cui Melissa Ianniello indaga il tabù tra omosessualità e vecchiaia, partendo dalla sua esperienza personale. Fin da quando è adolescente Ianniello sa di essere lesbica ma non ha mai avuto il coraggio di dirlo ai nonni, e nel tempo ha capito di avere perso un’occasione per farsi conoscere veramente. Per riscattarsi da questo peso, fotografa gay e lesbiche tra i sessanta e gli ottant’anni che rivendicano la loro sessualità e le loro esperienze. Con questo lavoro, Ianniello ha vinto il premio Si Fest Portfolio “Lanfranco Colombo” 2018.

Tra le opere esposte anche una foto di Maria Laura e Lidia

Ianniello Donna Moderna rid
Maria Laura e Lidia viste da Melissa Ianniello

Una panoramica della mostra in questo video:

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Anziani gay al Senato

L’incontro con Cirinnà e Lo Giudice: “Ora una casa per invecchiare insieme”

di Pasquale Quaranta

Li avevamo incontrati lo scorso luglio per dare voce a un sogno, quello di creare a Roma la prima residenza per anziani omosessuali. Sono gay e lesbiche over 60, la maggior parte single, alcuni in coppia.

Dopo il primo servizio di Repubblica hanno fatto passi in avanti: si sono costituiti come associazione e sono stati ricevuti al Senato dal volto simbolo dei diritti civili in Italia, Monica Cirinnà, e dal senatore dem Sergio Lo Giudice. Entrambi si sono presi l’impegno di aiutarli per dare forma al progetto “Agapanto”.

(L’indirizzo e-mail per contattarli è anzianilgbt@libero.it, qui il blog).

Al riguardo il video di Martina Martelloni per Repubblica.it

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Anziani gay, una casa per invecchiare insieme

A Roma il primo progetto di cohousing per anziani omosessuali.

di Alessia Arcolaci
pubbblicato su Vanity Fair

Perché lottare ancora quando lo hai fatto per anni? Perché sentirsi discriminati anche nell’età della vita in cui si dovrebbe essere solo coccolati? La vecchiaia. È questa la domanda che si sono fatti un gruppo di attivisti Lgbt over 60, tra cui Nicola Di Pietro, promotore dell’iniziativa. Hanno così deciso di fondare a Roma il primo progetto di cohousing per anziani omosessuali. Aperto anche agli etero. Una casa di riposo che Maria Laura Annibali, 72 anni, documentarista e presidente dell’associazione Dì Gay Project, preferisce chiamare comune. «Mi piace chiamarla così perché oggi che ho quasi 73 anni mi riporta alla gioventù, mi ricorda gli hippie. Io non lo sono stata perché mia madre non me lo ha permesso e io non ho avuto la forza di scappare di casa ma io li ho amati. Questo progetto mi ricorda molto le comuni».

Per oltre 20 anni Maria Laura Annibali si è nascosta. Al lavoro e agli amici raccontava di avere una relazione con un politico sposato. Tutto questo perché è lesbica e pronunciare con semplicità questa parola, 40 anni fa, non era scontato. «Ho preferito far pensare agli altri che io fossi un’amante piuttosto che confessare che avevo una compagna». Tutta la sua vita l’ha dedicata all’attivismo e oggi che partecipa alla creazione della prima casa di riposo per anziani gay è entusiasta. «Credo di essere stata coinvolta sopratutto per la mia età – sorride -. Sono 30 anni che proponiamo questa realtà, insieme ad altre associazioni come la Casa Internazionale delle Donne, lo avevamo già fatto con le due precedenti amministrazioni comunali e vederla quasi realizzata, anche se in forma diversa rispetto a una casa di riposo, mi rende felice».

In Italia i dati sulla comunità omosessuale scarseggiano, secondo l’Istat erano quasi ottomila le coppie censite ormai nel lontano 2011. A loro ma sopratutto alle persone sole che si trovano ad affrontare l’anzianità in solitudine che si rivolge il progetto di cohousing. Maria Laura, dopo 15 anni di fidanzamento con Lidia, il 23 novembre scorso ha indossato uno smoking bianco con tanto di cilindro e  l’ha sposata. «Dovrei dire che mi sono unita civilmente ma preferisco chiamare Lidia “mia moglie”. La nostra comune è dedicata alle coppie così come a chi è solo: per stare insieme e aiutarci reciprocamente». Ed è anche una questione economica, come ribadisce Laura: «Chi percepisce una pensione da 600 euro come può sopravvivere da solo? Il famoso bicchiere d’acqua quando siamo anziani, ai molti che sono soli chi glielo dà? Preferiremmo darglielo noi piuttosto che una persona ostile».

Perché tutte gli over 60 che oggi sono dichiaratamente gay hanno lottato duramente per poterlo essere, manifestato in strada insieme ai principali movimenti lgbt italiani.  «Abbiamo fatto da apripista. Non io che sono stata affetta da omofobia interiorizzata e mi sono nascosta per oltre 20 anni. Chi l’ha fatto davvero ha avuto tante porta sbattute in faccia, problemi con le famiglie, prese in giro, discriminazioni, sofferenza. Perché subire anche in vecchiaia in un ambiente che non è fraterno?». E a chi replica che questo cohousing per anziani sembra un modo per ghettizzarsi Maria Laura risponde: «La casa che faremo è aperta a tutti, non solo agli omosessuali. Non è un modo di chiudersi ma noi vorremmo in vecchiaia aiutarci e dare una possibilità a tutti».

Anche Marco Bergamaschi su Confidenze qualche settimana dopo

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Anziani LGBT a Roma

Il progetto di cohousing a Roma su Repubblica

di Pasquale Quaranta

Capelli bianchi ed entusiasmo da ragazzini. Sono 60enni e omosessuali, la maggior parte single, alcuni in coppia: “Di vecchi – dicono – ci sono solo i pregiudizi”. Nella vita hanno fatto lavori diversi, dall’insegnante di liceo al ricercatore farmaceutico, dall’impiegato di banca al portiere d’albergo. Molti di loro sono soli perché hanno rotto con la famiglia di origine e se si avvicinano a un centro anziani trovano l’ostilità totale. Per questo hanno sentito il bisogno di unirsi e provare a vivere insieme. “Una casa di riposo gay, un cohousing lgbt, una nuova comune omosex? Chiamatela come vi pare — spiega il promotore dell’iniziativa, Nicola Di Pietro — Non vogliamo finire soli in un ospizio omofobico ma prenderci cura gli uni degli altri”.

Da leggere il servizio giornalistico completo di Pasquale Quaranta su Repubblica.it

Associazione AGAPANTO.
L’indirizzo e-mail per contattarli è anzianilgbt@libero.it, qui il blog.

Qui la video-notizia: di Pasquale Quaranta, riprese di Francis Joseph D’Costa, Valeria Lombardo, fonico Marco Nardi, montaggio di Paolo Saracino.

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La “leggera” bellezza delle donne adulte.

Mostra fotografica a Rocca di Botte (AQ), 15 luglio 2017

Donne e fiori hanno un destino comune: profumare il mondo e sfiorire con classe. È ciò che dimostreranno le foto della mostra che verrà inaugurata a Rocca di Botte (L’Aquila) sabato 15 Luglio, all’interno del Festival della Piana del Cavaliere.

Piana_del_Cavaliere

Nata da un’idea dell’Associazione “I Fotografi Ambulanti” e realizzata ad otto mani da tre fotografi (Annarita Contu, Piero Fadda e Luca Corsetti) e un designer dell’acciaio (Lorenzo Ammannati), la mostra si propone, attraverso un percorso di accostamento tra fiori agée e donne over 50, di mostrare la bellezza di queste donne, belle sempre quando sono consapevoli e fiere del loro essere, accettando il passare del tempo con leggerezza. E trattandosi di coraggio, di consapevolezza, di fierezza, di classe non poteva mancare, tra i soggetti fotografati, l’immagine di Maria Laura con la moglie Lidia, maturità e bellezza unite al coraggio di essere se stesse al di là degli stereotipi, anche sul modello di famiglia.
Nella nostra società non esistono infatti parole per descrivere la maturità di una donna che non siano termini dalla forte connotazione negativa: invecchiare, appassire, stagionare.
La mostra cercherà di ribaltare semanticamente la parola “sfiorire”, usata provocatoriamente nel titolo, svuotandola di tutte le accezioni negative attraverso un percorso di «leggerezza».

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Al TAG di Ferrara – 2017

Festival di cultura LGBT.
5 marzo 2017

Dall’estate 2016, dal Nord al Sud, nelle grandi città e nei piccoli centri, hanno iniziato a celebrarsi le prime unioni civili, realizzando quel sogno d’amore e di felicità che tante coppie attendevano da tempo.

E molti dei novelli sposi hanno ormai varcato la soglia dei sessant’anni.

Sul filo dei racconti delle antologie Over60 Men e Over60 Women (Elmi’s World), curate dallo scrittore Gianluca Polastri, scopriamo l’omosessualità nella terza età.

Tag di Ferrara 2017
Tag di Ferrara 2017

Insieme con Polastri saranno ospiti due delle coppie unite civilmente protagoniste della trasmissione Stato Civile (Rai Tre): Bruno De Feo e Orlando Dello Russo, Maria Laura Annibali e Lidia Merlo; con Vanni Piccolo, testimone storico del movimento LGBT e uno dei fondatori del Circolo Mario Mieli di Roma.<br>Modera Flavio Romani, Presidente Arcigay Nazionale.

Fotogallery dell’evento

Maria Laura e Lidia a Ferrara il 5 marzo 2017 per il Festival di cultura LGBT TAG
Maria Laura e Lidia a Ferrara il 5 marzo 2017 per il Festival di cultura LGBT TAG
Maria Laura e Lidia a Ferrara il 5 marzo 2017 per il Festival di cultura LGBT TAG
Maria Laura e Lidia a Ferrara il 5 marzo 2017 per il Festival di cultura LGBT TAG
Maria Laura e Lidia a Ferrara il 5 marzo 2017 per il Festival di cultura LGBT TAG
Maria Laura e Lidia a Ferrara il 5 marzo 2017 per il Festival di cultura LGBT TAG
Gli interventi
Maria Laura e Lidia a Ferrara il 5 marzo 2017 per il Festival di cultura LGBT TAG
Maria Laura e Lidia a Ferrara il 5 marzo 2017 per il Festival di cultura LGBT TAG
Maria Laura e Lidia a Ferrara il 5 marzo 2017 per il Festival di cultura LGBT TAG
Copertina di Over 60 Men
Maria Laura e Lidia con LUDOVIC-MOHAMED ZAHED a Ferrara il 5 marzo 2017 per il Festival di cultura LGBT TAG
Maria Laura, Lidia e Ludovic-Mohamed Zahed, imam di marsiglia
Maria Laura a Ferrara il 5 marzo 2017 per il Festival di cultura LGBT TAG
Maria Laura nella sala dell’incontro
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Seminario Fermenti attivi – Municipio I

Percorsi formativi per figure professionali pubbliche che operano per gli anziani LGBT

Mercoledì 13  Aprile 2016 ore 16.30
presso il Centro Anziani Testaccio – Piazza Giustiniani, 4 Roma

Giovedì 14  Aprile 2016 ore 16.30
presso il Centro Anziani Angelo Emo via Angelo Emo, 8 Roma

“Fermenti Attivi” – percorsi formativi per assistenti sociali, operatori sociali e le altre figure professionali pubbliche che operano nelle sedi preposte del Municipio nella cura e nell’animazione territoriale per gli anziani LGBT – è un progetto finanziato dalla Regione Lazio, Direzione Regionale Politiche Sociali, Autonomie, Sicurezza e Sport con l’Avviso Pubblico “Bene in Comune”.
Verranno presentati i risultati del percorso di formazione e si discuterà con il team di esperti degli obiettivi del corso. Focus del seminario sarà il mondo degli anziani, l’orientamento sessuale, l’omosessualità, l’affettività e quel che succede nell’età adulta con particolare attenzione ai momenti in cui le fragilità della persona si sommano rendendo l’individuo ancora più vulnerabile.

Partecipano

  • Sabrina Alfonsi, Presidente Municipio Roma I Centro
  • Emiliano Monteverde, Assessore alle Politiche Sociali e dei Servizi alla Persona, Promozione della salute, Sicurezza e Salute sui luoghi di lavoro, Politiche dello Sport
  • Alessandra Ferretti, Assessora alle Politiche Educative e Scolastiche, Edilizia Scolastica, Pari Opportunità e Diritti, Diritti degli Animali
  • Maria Laura Annibali, Presidente DGP Di’Gay Project Associazione di Promozione Sociale
  • Alessandro Stirpe, psicologo – coordinatore corso di formazione “Fermenti Attivi”
  • Maria Rosa Ciccopiedi, psicologa, psicoterapeuta
  • Valeria Lamboglia, psicologa, psicoterapeuta
  • Eliana Giavi, psicologa, psicoterapeuta, arteterapeuta
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Cineforum LGBT – Centri anziani XI Municipio di Roma

Il 6 marzo 2013 alle ore 16 al centro anziani Commodilla, in via Commodilla 15, si terrà il primo appuntamento del cineforum LGBT organizzato da DGP in collaborazione col Municipio XI. Il progetto ha l’obiettivo di aprire un’ampia parentesi sul tema dell’omosessualità alle generazioni più anziane, un pubblico che con molta probabilità ne ha sempre sentito parlare poco e soprattutto in contesti spesso sbagliati.

Vogliamo parlare di una realtà, quella dell’amore e dell’affettività omosessuale, che molto spesso è vista e descritta in modo stereotipato e superficiale, rivolgendoci soprattutto a coloro che, appartenendo ad un altro periodo sociale e culturale, difficilmente hanno familiarità con certe tematiche.
Il progetto è sostenuto e patrocinato dal Municipio XI, coinvolge 7 centri anziani e prevede due proiezioni per ogni centro.
La proiezione e il dibattito sono curati da un gruppo di volontari, in parte giovani e in parte coetanei del pubblico cui ci rivolgiamo.

Film in programma:

Il più bel giorno della mia vita” di Cristina Comencini
Per il primo incontro abbiamo scelto un film italiano in cui una splendida Virna Lisi è la madre di una famiglia moderna, con le sue problematiche sociali, un confronto intergenerazionale che mette a confronto la visione della vita adolescenziale, adulta e più anziana. Una delle tematiche, ma non ancora una tematica centrale, è l’omosessualità di uno dei figli della Lisi, che mette in mostra le reazioni più tipiche di una mamma/nonna italiana così divisa fra amore, compassione, delusione e paura. Con questo film vogliamo parlare del difficile rapporto tra omosessualità e famiglia, specie se vissuto in età adulta, e vogliamo far comprendere quale difficoltà ci sia per un figlio a dichiararsi omosessuale, ma anche quante paure, tensioni e incomprensioni scaturiscano nel rapporto coi propri genitori.

L’altra altra metà del cielo”di Maria Laura Annibali
Per il secondo incontro, abbiamo scelto un film-documentario di Maria Laura Annibali, che intervista se stessa e altre donne omosessuali alla ricerca di spunti e di riflessioni, che guardino il passato per cogliere il presente ed andare oltre. Tra conquiste di nuove libertà e aperture di nuove contraddizioni e frammentazioni, la presa di parola pubblica di donne diverse per storia, provenienza, collocazione politica. Un documentario pensato e voluto dall’autrice per tradurre in strumento e narrazione politici l’esperienza fatta durante gli anni di volontariato all’interno di associazioni LGBT.

Programma proiezioni:
6 marzo: h 16 centro anziani Commodilla (via Commodilla 15) “L’altra altra metà del cielo”
9 marzo: h 17 centro anziani Granai di Nerva (via T.Nuvolari 250) “Il più bel giorno della mia vita”
19 marzo: h 16 centro anziani Vasca Navale (via della Vasca Navale 105) “Il più bel giorno della mia vita”
3 aprile: h 16 centro anziani Parco Schuster (via Ostiense 182/G) “Il più bel giorno della mia vita”
9 aprile: h 6 centro anziani Vasca Navale (via della Vasca Navale 105) “L’altra altra metà del cielo”
17 aprile: h 16 centro anziani Pullino (via G.Pullino 97) “Il più bel giorno della mia vita”
20 aprile: h 17 centro anziani Granai di Nerva (via T.Nuvolari 250) “L’altra altra metà del cielo”
8 maggio: h 16 centro anziani Parco Schuster (via Ostiense 182/G) “L’altra altra metà del cielo”
15 maggio: h 16 centro anziani Casale Ceribelli (via P.della Mirandola 48) “Il più bel giorno della mia vita”
22 maggio: h 16 centro anziani Pullino (via G.Pullino 97) “L’altra altra metà del cielo”
5 giugno: h h 16 centro anziani Casale Ceribelli (via P.della Mirandola 48) “L’altra altra metà del cielo”

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